(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) tipica e l’ultimo sogno che ricordavano. Raccolte le risposte, i medici hanno esaminato il ritmo e il suono delle parole, l’uso del lessico e della sintassi e altri dettagli.
L’analisi ha lasciato emergere quei difetti di fronte ai quali si dovrebbe prestare attenzione, ad esempio l’allungamento delle pause fra una parola e l’altra, uno stile discorsivo poco fluente, una generale povertà linguistica, la presenza di errori sintattici e grammaticali.
«Oltre che per la diagnosi precoce della demenza - precisa Enrico Ghidoni, responsabile del centro di disturbi neurocognitivi dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia - un’indagine di questo tipo può aiutare a riconoscere i sintomi cognitivi dovuti ad alcune malattie croniche o a trattamenti farmacologici inappropriati, spesso reversibili».
Altri segnali possono far insospettire chi è vicino alla persona potenzialmente malata: la comparsa di amnesie, l’incapacità di eseguire compiti semplici, difficoltà a ragionare, disorientamento nel tempo e nello spazio, irritabilità, ansia, depressione, apatia. Tutti possibili sintomi di una futura insorgenza di Alzheimer.
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22/11/2018 Andrea Piccoli


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