(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) – Questo porterebbe, come risultati, la riduzione del consumo di alcol, della dipendenza, delle ricadute, degli effetti dello stress, ma non solo. Abbiamo anche evidenziato un benefico effetto a livello epatico”.
Vari studi clinici hanno, infatti, dimostrato l’efficacia degli agonisti del recettore PPARg nel trattamento della steatoepatite non alcolica (danno epatico non dovuto ad alcol). E questo fa intuire la loro utilità anche nel danno epatico da alcol. Il beneficio, dunque, sarebbe duplice: da un lato migliorerebbero il quadro clinico del paziente, dall’altro ridurrebbero la motivazione al consumo di alcol.
“Questo – aggiunge Ciccocioppo – dal punto di vista terapeutico sarebbe un elemento molto importante, perché in genere l’alcolista non riconosce la malattia in quanto tale (alcol-dipendenza), quindi spesso ricorre al medico quando si presentano problemi gastrici o epatici. Per questo, poter avere un trattamento farmacologico con benefici effetti sui parametri epatici, e sul sistema nervoso centrale, potrebbe essere una strategia particolarmente efficace”.
“Abbiamo, poi, visto – continua Ciccocioppo – che la stimolazione del recettore PPARg riduce in modo assai marcato anche gli effetti neurodegenerativi dell’alcol (danno neurologico, deficit cognitivi e morte cellulare). Il trattamento con questi farmaci avrebbe, dunque, anche un’azione neuro protettiva”.
Attualmente gli studi che indicano l’efficacia dei farmaci agonisti del recettore PPARg nell’abuso di alcol sono stati pubblicati sulle riviste Biological Psychiatry e Alcolism: Clinical and Experimental Research. In quest’ultimo lavoro viene dimostrato come l’attivazione di questo recettore potenzi l’effetto di un’altra molecola, antagonista dei recettori oppiacei, attualmente in uso per la terapia contro l’alcolismo e la dipendenza da oppiacei. L’uso combinato di questi due composti potrebbe, dunque, avere un effetto migliorativo delle attuali terapie in uso.
“Ora abbiamo un terzo lavoro in revisione – commenta Ciccocioppo – sull’utilizzo degli agonisti del recettore PPARg nella dipendenza da oppioidi. In questo caso abbiamo evidenze sui benefici nel trattamento della dipendenza da eroina, in quanto questi farmaci ridurrebbero, non solo la motivazione al consumo della stessa, ma anche lo sviluppo della ‘tolleranza’ all’azione analgesica degli oppioidi”.
Sulla base dei dati pubblicati sono state avviate 4 sperimentazioni cliniche, ora in corso negli Stati Uniti, che dovrebbero portare nel giro di un paio d’anni ai primi dati sull’uomo.
“Il fatto di avere farmaci ad azione PPARg già in uso come antidiabetici - conclude Ciccocioppo – rende più agevole la sperimentazione sull’uomo ed il traguardo della nuova indicazione.
Un problema, infatti, che limita, nel nostro settore, lo studio di rimedi contro le dipendenze, è che non vi è una grande motivazione a sviluppare nuovi farmaci: da un lato perché nella nostra società c’è la percezione che le ‘dipendenze’ non siano malattie, ma ‘difetti caratteriali’, poi perché chi soffre di questo problema non si considera ‘malato’, quindi non si cura. Il fatto di trovare percorsi che accelerino lo sviluppo di nuovi rimedi farmacologici è una strategia particolarmente importante, che bypassa alcuni step del percorso della sperimentazione, ottimizzando gli investimenti”.
Leggi altre informazioni
25/10/2013 Andrea Sperelli


Puoi fare una domanda agli specialisti del e iscriverti alla , riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante


Buy Nandrolone decanoate

тадалафил инструкция по применению

generico cialis