(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) forma pre-maligna a forme tumorali invasive quali i carcinomi squamocellulari o spinocellulari (spinaliomi).
Vista la potenziale pericolosit di queste lesioni, continua Piergiacomo Calzavara Pinton, Presidente SIDeMaST, necessario trattarle. Tra le terapie pi innovative a disposizione, che ha mostrato efficacia anche in presenza di cheratosi multiple, c la terapia fotodinamica in daylight (luce del sole). La terapia fotodinamica consiste nellapplicazione di una sostanza (5-metil-aminolevulinato) che posta sotto una fonte luminosa si attiva provocando la morte delle cellule tumorali. La terapia fotodinamica convenzionale usa come fonte luminosa una lampada a raggi rossi, mentre quella daylight usa la luce solare. Questultima tecnica che consente di curare con il sole i danni provocati dal sole ha unefficacia simile al trattamento fotodinamico convenzionale, ma presenta notevoli vantaggi sia per il medico sia per il paziente.
I vantaggi per il medico derivano da una notevole semplificazione del trattamento: i tempi di trattamento sono ridotti, non sono necessarie attrezzature e personale specifici, si pu trattare una maggiore area cutanea durante la seduta e consente di trattare pi pazienti contemporaneamente. Per quanto riguarda il paziente la terapia fotodinamica in daylight consente una migliore esperienza di trattamento.
Le sessioni risultano infatti pi brevi e il trattamento non causa dolore e ha minori effetti collaterali rispetto alla terapia convenzionale portando a una maggiore soddisfazione e accettazione del trattamento e, non ultimo, a un ottimale risultato estetico.
Per il paziente, quindi, minor dolore, minori reazioni locali, una pi rapida riparazione cutanea e soprattutto la possibilit di trattare pi cheratosi in ununica seduta con due ore di esposizione al sole.
La terapia in daylight stata oggetto di un documento redatto da un panel di esperti che, oltre a descrivere questa innovativa tecnica e a metterne in luce i profondi vantaggi, fornisce al dermatologo tutte le informazioni pratiche del protocollo di trattamento.
Questanno, commenta Aurora Parodi, professore ordinario di Dermatologia, Direttore UOC Clinica dermatologica, IRCCS AOU San Martino - IST Genova, DiSSal Universit di Genova, verr presentata una revisione del documento per la gestione della rosacea. Questa malattia caratterizzata dalla presenza di lesioni e alterazioni vascolari di aree del viso dovute a fenomeni di infiammazione da attribuire a una risposta immunitaria alterata nei confronti di diversi stimoli e fattori microbici locali, in particolar modo lacaro Demodex. Tra le novit riguardanti la gestione della rosacea c un nuovo sistema di classificazione: la convenzionale suddivisione in sottotipi ha mostrato diversi limiti dovuti alla loro sovrapposizione e alla loro limitatezza in termini di evoluzione delle manifestazioni nel tempo. Recentemente il gruppo ROSacea COnsensus (ROSCO), panel internazionale di dermatologici e oftalmologi, ha proposto un nuovo approccio basato sul fenotipo, ossia sulle caratteristiche che possono essere osservate nel paziente. Questo nuovo approccio permette di focalizzarsi maggiormente sulle problematiche del singolo paziente e sugli aspetti della malattia che vengono percepiti come pi invalidanti e consente di ottimizzare in modo migliore i trattamenti che sono mirati a manifestazioni cliniche.
Limpatto di questa malattia, continua Giuseppe Monfrecola, Ordinario di Dermatologia all'Universit Federico II di Napoli e Presidente del 92 Congresso Nazionale SIDeMaST, sulla qualit della vita del paziente si riflette anche sulle soluzioni terapeutiche per la sua gestione. La terapia ha diverse finalit: eliminare o ridurre il numero di lesioni, ridurre la gravit delle lesioni, ridurre le recidive e soddisfare il paziente migliorandone la qualit di vita. La scelta della terapia si basa sulle manifestazioni cliniche del singolo paziente e sulla loro gravit piuttosto che sul sottotipo e, cosa fondamentale, sugli aspetti della malattia che il paziente percepisce come pi invalidanti. Esistono diverse terapie per la rosacea, da farmaci topici a farmaci sistemici, ma tra le novit presenti in questo aggiornamento delle linee guida per la gestione della rosacea c lintroduzione dellivermectina come farmaco di prima linea per il trattamento della rosacea in presenza di papule e pustole infiammatorie da lieve/moderato a severo. Questa terapia consiste nellapplicazione di una crema con ivermectina all1%. Livermectina ha unazione sia anti-infiammatoria sia anti-parassitaria agendo in modo sinergico sulle cause di questa malattia. Studi clinici hanno mostrato la sua superiorit rispetto ad altri farmaci di riferimento per la cura della rosacea. In particolare, livermectina si mostrata superiore al metronidazolo, farmaco topico per cura della rosacea con papule e pustole in forma lieve, per quanto riguarda il miglioramento nella qualit di vita del paziente: l82.5% dei pazienti trattati con ivermectina vs il 63% dei pazienti trattati con metronidazolo presentavano assenza o quasi totale assenza di lesioni.

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11/04/2017 Andrea Sperelli


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